mercoledì 27 novembre 2013

SPAGHETTI DI GRAGNANO ALLE VONGOLE VERACI

Di Antonella Donna di vino

LA TRADIZIONE CHIAMA 
 
Credo che la ricetta degli Spaghetti alle vongole ha origine nella notte dei tempi . 
Esiste da sempre , nei vecchi testi di cucina napoletana e' difficile non trovare menzionata la pasta nel formato spaghetti o  vermicelli ( pasta molto più sottile)  o linguine alle vongole . L' ingrediente base e' la vongola verace ( ruditapes decussatus) e di ricette ne esistono diverse versioni : rossa o bianca, con peperoncino o senza .

Io ho scelto quella che si fa a casa mia , aggiungerei oltre l'ingrediente base la vongola , anche un pizzico d'amore .
Buon appetito 

 Ingredienti per 4 persone:
400g di spaghetti di Gragnano,
1,000 kg di vongole veraci,
5 cucchiai d’olio extravergine d’oliva;
2 spicchi d’aglio;
prezzemolo tritato;
peperoncino q.b.( a piacere) ;
qualche ( 3) pomodorino del piennolo .
Sciacquate più volte le vongole e tenetele a bagno per qualche ora in abbondante acqua . Scaldate l’olio in un tegame largo e fatevi soffriggere dolcemente gli spicchi d’aglio spellati e schiacciati insieme al prezzemolo . Quando l’aglio ha preso colore, versate nel tegame le vongole sgocciolate, rialzate la fiamma, coprite e lasciatele sul fuoco per qualche minuto, fino a quando saranno tutte aperte. Tiratele su con la schiumarola e sgusciatele lasciandone una dozzina con il guscio che serviranno alla fine come decorazione. Filtrate il sugo di cottura , in una padella far soffriggere in un cucchiaio di olio i pomodorini , unitevi le vongole sgusciate e cuocere per pochi minuti .Cuocete gli spaghetti , scolateli molto al dente, versateli nella padella e continuare la cottura tenendo la fiamma al minimo, per un paio di minuti in modo che assorbano il condimento . Serviteli caldissimi, spolverati con abbondante prezzemolo tritato e cosparsi di vongole con guscio .

Il liquido emesso dalle vongole è molto salato quindi non salate la salsa e salate molto poco l’acqua di cottura della pasta.
Servire sorseggiando un bicchiere di Asprinio d'Aversa .
Alberata Aversana
Antonella Amodio

mercoledì 13 novembre 2013

TANTE RICETTE PER UNA LOMBARDIA


E’ difficile trovare un codice di ricette che possa accomunare le varie realtà provinciali della Lombardia.

Terra di frontiera, ha conosciuto nei secoli l’avvicendarsi di popoli e signori, che hanno portato prodotti e usanze proprie. Tendenza accentuata dal fatto che, sia per ragioni logistiche sia per ragioni storiche, ogni provincia ha assorbito tradizioni delle zone limitrofe. Sono, per esempio, evidenti influenze della cucina veneta nella zona di Bergamo e Brescia; la ricca presenza di quella emiliana nei piatti cremonesi e mantovani. Inoltre, l’importante industrializzazione del secolo scorso con i conseguenti grandi flussi migratori dalle altre regioni, e in questi anni da tutto il mondo, ha fatto in modo che la tipicità della gastronomia lombarda, pur esprimendosi tradizionalmente con una varietà di pietanze più articolata che in molte altre zone dello stivale, rischiasse di diventare sempre più rarefatta.
 
Una comunanza si può, comunque, trovare nel fatto che anche in questa regione, pur nelle varie sfaccettature territoriali, si fa uso dei prodotti provenienti dalle proprie risorse naturali, spesso utilizzando ed esaltando con maestria e fantasia, anche quelli più umili: risorse quali agricoltura (cereali, verdure e animali da cortile), acque (pesci d’acqua dolce), allevamenti e pascoli (carni e salumi, latte e derivati).

Le cotture lunghe sono molto usate: stufati e bolliti permettono di creare deliziose pietanze da tagli di carne non sempre pregiati, come stinchi, spalle cartilagini, teste e cotenne, etc. (la cassoeula); il tutto esaltato da salse e intingoli e accompagnato da polenta e di riso, piuttosto che da pane e da pasta; altra caratteristica comune e il diffuso utilizzo di burro e lardo più che di olio.  

Tutto questo si può ritrovare nelle specialità più tipiche: i Mondeghili, la busèca, la polenta uncia, il tocch, i bruscitt (briciole), i pesciolini di lago in carpione, l’Urgiada (minestra d’orzo), il riso in cagnone, i Casonsei, i Marubini, i Nervit; Pizzoccheri, Polenta Taragna,  Sciatt  dal grano saraceno della Valtellina. Non dimenticando i piatti per cui questa regione è conosciuta anche a livello internazionale, quali il Risotto alla Milanese, l’ossobuco con la gremolada, La Cotoletta o Costoletta alla milanese, La Zuppa Pavese, I Tortelli di Zucca e la mostarda senapata.  Ed ancora Misultin (pesci di lago essiccati), Luganega e tutti i salumi e i formaggi tipici di cui questa terra è ricca, amari ed liquori a base di piante ed erbe selvatiche.

 






Per ultimi, ma non meno  importanti, i dolci: la torta paesana di Brianza, i più noti Amaretti di Saronno e di Gallarate, i Brutti e Buoni di Gavirate e la grande tradizione biscottiera di Busto Arsizio, la Sbrisolona, il torrone ed l'arcinoto Panettone. 

L’elenco potrebbe essere ancora molto lungo, ma esamineremo e approfondiremo le ricette che presenteremo in seguito.

martedì 29 ottobre 2013

MARMELLATA DI MELANNURCA

 
Mi ritorna in mente
 


La mela e' il frutto più narrato e rappresentato , evoca il dualismo del bene e del male con la raffigurazione di Adamo ed Eva, rappresenta il pianeta Venere , e' associata al sole , all'amore e al desiderio .
Ed ecco che in tempo di mele voglio ricordare e parlare di una varietà di mela a me tanto cara , la mela Annurca dalla caratteristica polpa croccante, acida e profumata .
Questa varietà tipica della Campania risulta essere coltivata da circa duemila anni , infatti Plinio il Vecchio nell'opera Naturalis Historia la cita con il nome di mala orcula, ed è anche presente in alcuni dipinti rinvenuti negli scavi di Ercolano , a dimostrazione delle grandi virtù attribuitegli.

Ricordo mia nonna sovente preparare le mele cotte in forno con lo zucchero semolato e si raccomandava che fossero della varietà Annurca per le spiccate proprietà depurante, disintossicante, dissetanti e ricche di vitamine . Gli aspetti che connotano fortemente la tipicità dell'annurca sono il tradizionale metodo di coltivazione e produzione e le sue caratteristiche . Si presenta con la buccia estremamente liscia e cerosa, ha un peduncolo debole e corto che, quando le mele sono mature, non riuscendo a sostenere il peso, si spezza, provocando la caduta del frutto per terra. Per evitare ammaccature o lesioni, i coltivatori preferiscono raccogliere i frutti non ancora del tutto maturi, nel mese di Settembre e proseguire la fase di arrossamento in appositi melai. Stese per terra,isolate con la paglia le Annurche vengono periodicamente rigirate a mano sino a quando, una volta pronte, avranno acquisito il loro colore rosso naturale e potranno quindi essere immesse sul mercato nel mese di Dicembre e potranno essere conservata sino all'estate dell'anno seguente.

Tante le preparazioni con la melannurca , dal liquore detto nurchetto all'aceto , dalla marmellata alle basi per cocktail , composte per torte e contorno per carni ec ... Si presta facilmente all'uso culinario, il suo sapore leggermente acidulo, aromatico e non prepotentemente zuccherina, le conferisce un valore aggiunto in cucina, utilizzabile sia nella preparazione di piatti salati, sia nei dolci.
Riporto la ricetta della marmellata da poter abbinare ai formaggi , farcire crostate o mangiare stesa sulle fette di pane .


Marmellata di Melannurca

1 Kg di melannurca
500 gr zucchero bianco semolato
100 gr zucchero di canna
1 limone
1 bacello di vaniglia


Sbucciare e tagliare a pezzi le mele , cospargere di zucchero ( bianco e canna) ,di succo di limone e mettere sul fuoco a fiamma viva portando ad ebollizione .
A questo punto abbassare la fiamma al minimo e proseguire la cottura per circa 30 minuti unendo il bacello di vaniglia .Trascorso il tempo fare la prova cucchiaio mettendo un pochino di confettura su un piattino, far raffreddare e provare a toccarla con un dito per verificarne la densità , la confettura è pronta quando vela il cucchiaio , altrimenti cuocere ancora qualche minuto. Trasferire la confettura nei vasetti, chiuderli bene e capovolgerli fino al raffreddamento .

Antonella Amodio

lunedì 30 settembre 2013

GRIGLIATE ESTIVE: CARNE O PESCE?

Anche quest'anno spensierate grigliate con gli amici o in famiglia hanno deliziato la nostra estate e in questi giorni piovosi preludio dell'autunno i ricordi si affacciano prepotenti.
Quale è stata quella che più ci ha deliziato? Di carne o di pesce o anche di verdure?


Tagliata di entrecôte di manzo su rucola e verdure grigliate
Grigliata di pesce e crostacei con peperoni
 
Qualunque sia la nostra preferenza, questo rito ancestrale di riunione intorno al fuoco ci porta lontano dallo stress e dal tran tran quotidiano e ci avvicina ai fondamenti della vita.
Ma non indugiamo ulteriormente, torniamo ai nostri ricordi estivi ed approfittiamo di ogni prossima bella giornata per un'altra spensierata abbuffata.

martedì 30 luglio 2013

UNA CENA TUTTA ESTIVA CON IL CUGINO JOHN

Non vedevamo il caro John da quindici anni ed in occasione del suo arrivo a Roma abbiamo pensato a questa cena in giardino, contrastando con ogni mezzo l'assalto delle zanzare.
L'orto straripante di meravigliosi fiori di zucchina, Matteo, da buon longobardo, in crisi di astinenza per il risotto... E risotto sia! Ma con un'estiva impronta floreale.
Unico diversivo un delizioso tortino di patate per antipasto, servito freddo, avvolto in una fetta di speck e servito su una crema di peperoni arrosto.

Tortino di patate vestito di Speck




Risotto crema di Zucchine e Fiori di Zucca


Terminiamo la cena con un assortimento di verdure grigliate...
 
Fantasia di Verdure Grigliate
 
E a tutto pasto la Lacrima di Morro D'Alba dell'azienda Velenosi, servita fresca.


Per portare  in tavola il profumo delle viole e delle fragole...
 
EVVIVA L'ESTATE!!!


giovedì 11 luglio 2013

... TUTTI I PIATTI DELLA CENA!

Ed ecco qua le foto della cena per i nostri amici di "Lucky Signs Tattoo".
Molti dei piatti sono stati, chiaramente, ispirati dalle ricette di Carlo Cracco:
 

Tuorlo d'Uovo marinato su essenza di parmigiano e cialda di pane "craccante"

 
Il tuorlo è stato marinato in una miscela di sale, zucchero e purea di fagioli per circa 6 ore.
Per l'essenza, il Parmigiano grattugiato è stato portato a bollore nel latte scremato (o nell'acqua), una volta filtrato, al liquido ottenuto si aggiunge dell'agar agar. Si fa riposare in frigo e si frulla. 
Si monta il piatto, ponendo sul fondo la crema di parmigiano, la cialda "Craccante" e per ultimo l'uovo.
 
 
Risotto allo Zafferano con Midollo alla Piastra
Risotto realizzato secondo la tradizionale ricetta milanese, con una variante: il midollo viene cotto alla piastra e appoggiato al centro, invece di aggiungerlo nella mantecatura.
 


Tonno "Tonnato"


Un cubo di tonno Alalunga passato nel sesamo e piastrato, avendo l'accortezza di lasciarlo rosato all'interno. E' stato servito con salsa tonnata preparata con la ricetta classica (senza maionese) e carote e zucchine a julienne saltate in padella. Tutto accompagnato da un cucchiaino di confettura di cipolle di Tropea.



Tarte aux Cerises
Un tocco di semplicità e freschezza con questa torta realizzata con pasta frolla alla farina di mandorle cotta in bianco e riempita di crema pasticcera e ciliegie denocciolate. Infine una grattugiata di cioccolato bianco.


Dessert Time con Tinhof
E festeggiamo insieme con questo nettare degli dei, inebriante nel profumo, dolce ma non stucchevole, al contempo supportato da grande freschezza: un bicchiere non è mai sufficiente.
 PS: Purtroppo abbiamo scoperto che è praticamente introvabile in Italia.
 
AIUTATECI A RITROVARLO!!!

domenica 30 giugno 2013

UN MENU' SPECIALE per UNA CENA SPECIALE

 
Anticipazione della cena di questa sera.
 
   Per le foto ...
 
...RIMANI CON NOI!